Fotografia e culture visuali del XXI secolo. La "svolta iconica" e l'Italia
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CALL FOR PAPERS


Ancora oggi in Italia si continua a studiare la fotografia e il cinema come oggetti separati o, eventualmente, a cercare rapporti di filiazione tra quelle che sono descritte come due forme distinte di rappresentazione per immagini, ripercorrendo un percorso consolidato nell’ambito della storia dell’arte, condizionato dall’enorme peso della tradizione classica e umanistica.

Nei contesti internazionali del dibattito teorico e culturale, invece, prevale un’impostazione diversa che, allontanandosi dalle considerazioni di stampo ontologico, intende mettere in luce una “svolta iconica” ad ampio raggio, come elemento di sintesi tra vicende artistiche, mediali e culturali moderne variamente dislocate, ma comunque lontane da un logos alfabetico.

Nella riflessione di autori come Belting, Freedberg, Mitchell, Crary, Boehm ed altri considerare simultaneamente (non solo comparativamente) i diversi aspetti della cultura visuale è decisivo per comprendere a fondo la metamorfosi apportata dai media visuali e audiovisivi nella sfera dell’arte e il superamento dei confini netti tra cultura alta e bassa che ha caratterizzato il Novecento.

Il nostro convegno si propone di indagare la centralità della fotografia, indissolubilmente connessa al cinema, all’interno dei regimi scopici della modernità esaltando il valore interdisciplinare della visualità e proponendosi di oltrepassare le singole specificità mediali così da metterne pienamente in luce il carattere proteiforme.

Il convegno si focalizzerà in particolare sull’Italia e sulla situazione degli studi in questo paese, anche con l’obiettivo di compiere una riflessione sul ruolo delle culture visuali nella costituzione dell’identità nazionale, sia individuale sia collettiva.

 

Aree privilegiate, ma non esclusive, di intervento sono:


- La riflessione teorica sulle relazioni estetiche e culturali tra fotografia, cinema e altri media visivi, da metà Ottocento a oggi, situando il frastagliato panorama degli scambi e degli incroci nel contesto internazionale;


- Gli studi di fotografia in Italia nelle loro interrelazioni con le culture visuali;


- L’uso della fotografia nel cinema e nello spettacolo (ad esempio la documentazione dei sopralluoghi cinematografici, del lavoro sul set e degli spettacoli dal vivo).


- La declinazione giornalistica della fotografia e la sua collocazione negli ambiti dell'informazione, dell'inchiesta e del documentario; in particolare la stampa cinematografica, i rotocalchi, i fotoromanzi e le correlazioni della fotografia con il mito del cinema, il divismo e la raffigurazione del soggetto femminile.


- Il contributo del medium fotografico alla configurazione del paesaggio, anche urbano e alla configurazione affettiva degli spazi del vissuto e alla costruzione di geografie emozionali.


- La fotografia amatoriale come pratica sociale di elaborazione dell’identità individuale, familiare e collettiva, e la sua evoluzione attuale: i social media che investono le immagini di un’importanza sempre maggiore come strumento di rappresentazione e autorappresentazione, di riattualizzazione della memoria condivisa, di azione collettiva.


Gli studiosi e i professionisti che intendono presentare un contributo possono inviare una proposta (300‐500 parole), comprensiva di cinque parole chiave e di un breve CV entro il 15 settembre 2014; gli esiti della selezione delle proposte saranno comunicati entro il 5 ottobre 2014.


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